| C. POTOK, Il mio nome è Asher Lev | I.B.SINGER, La famiglia Moskat |
| Focalizzazione su un unico personaggio (pochi altri emergono con grande evidenza). E’ un romanzo individuale(“egoismo” del protagonista?)Punto di vista interno. | Romanzo corale(diluvio di nomi… è abile nei passaggi da un protagonista all’altro).Punto di vista esterno. |
| Tempo della storia:alcuni anni, secondo dopoguerra.Tempo del racconto: lento, scandito da sequenze-litanie, improvvisamente si addensa attorno a fatti, dialoghi, istanti chiave, attorno ai quali la storia svolta.
Rapporto con la storia: la grande storia è interpretata attraverso gli occhi della comunità di ebrei ortodossi, ma fa da sfondo, a fatica (e con dolore) interagisce con la vita del giovane protagonista. |
Tempo della storia:ampio arco, dall’inizio del secolo alle soglie della II guerra mondiale.Tempo del racconto: generalmente rapido (per seguire le vicende di molte persone:), si condensa in scene o in lettere o pagine di diario, che approfondiscono, o meglio svelano altri aspetti della storia e soprattutto dei singoli caratteri.
Rapporto con la storia: la grande storia è uno sfondo ripetitivo nella prima parte del libro, poi interagisce in maniera più forte sulle vicende (lotta x indipendenza dai russi, cambiamenti in Europa, nubi oscure… vd. frase finale). |
| Le sequenze descrittive rallentano, i dialoghi approfondiscono. | Le sequenze descrittive sono fulminanti (in poche pennellate riesce a ricostruire un ambiente e un mondo), i dialoghi mettono in luce i caratteri |
| Tema fondamentale: rapporto tra il dono dell’arte e la tradizione culturale e religiosa della comunità di appartenenza. | Tema fondamentale:il ritratto di un mondo – non idealizzato ma amato! – che la violenza della storia ha spazzato via:”Nei nostri sogni, come nella letteratura, la morte non esiste!” |

