17 Novembre: I primi libri proposti al gruppo di lettura sono
Ecco i due libri a confronto
DUE LIBRI ALLO SPECCHIO
| G. SIMENON, Pioggia nera | F. DÜRRENMATT, La promessa |
| Stile: fin dalle prime pagine è lucido e preciso.
Lo stile corrisponde all’esattezza della memoria, che è uno dei concetti più ripetuti dal narratore. Nella cura dei particolari ricorda i dipinti fiamminghi… |
Stile lucido e lineare, senza fronzoli retorici (una lama di rasoio), che corrisponde alla lucidità della riflessione. Narrare logicamente che la logica nella vita non esiste. |
| Punto di vista del bambino-adulto che ricorda (narratore interno, ma distanza temporale: a tratti più distaccato a tratti più coinvolgente); gioco basso-alto (anche nella casa e nei lucernari) | Punto di vista del dottor H. ex capo polizia cantonale di Zurigo:
La storia è una dimostrazione di questa visione del mondo. |
| Ambientazione importante: l’umido e l’oscurità del paese della Normandia (“tutto era nero quel giorno…”); importanza delle luci artificiali; l’unica notte serena è l’ultima, quella dell’arresto. | Paesaggio iniziale: neve, gelo, silenzio (si svela nella similitudine montagne=tombe, pag. 10/11). dentro questo paesaggio, il miserabile distributore di benzina, con tre relitti umani. |
Intreccio: due storie che si innestano profondamente l’una nell’altra:
Il vero avvio delle due storie avviene al cap. 3: si capisce la speranza di proprietà della casa e parte la ricerca all’attentatore (padre di Albert); qui c’è anche la scena dei giocattoli rotti (reazione isterica, “Brutta strega!”) ————————————————— Personaggi: Jerome Lecoeur, il bambino è sensibile, osserva, ascolta, è intuitivo. E’ un vero bambino? Mi sembra di sì (vive in situazione particolare, ma ha sentimenti semplici: paura, amore, eccitazione…) Zia Valerie appare come una massa oscura, pesante di malignità (è grassa, scura, puzza, non si lava, è volutamente sgarbata e goffa nei movimenti, ha gesti violenti). Jerome capisce che la zia lo odia e ricambia il sentimento: la zia gode nell’essere sgradevole e nello spaventare il nipote (è un grosso ragno che guarda le mosche che si dibattono) Le simpatie di Jerome vanno ad Albert e la nonna (portatori di povertà e dignità), mentre la zia li fa oggetto di odio occhiuto. Meno marcati sono i genitori, inseriti nel loro ruolo di commercianti e nel tentativo di innalzamento sociale (diventare proprietari) Importante ruolo narrativo ha il vecchio Urbain… |
Intreccio: destrutturazione del romanzo giallo:
La storia di Matthäi (“Quell’uomo era un genio!”). La prima promessa. La seconda promessa (consegnare l’ambulante alla folla) e il commento del procuratore (p. 40). (Ironia amara: il coro dei bimbi al funerale della piccola Gritli: “Prendimi per mano e guidami…”). Interrogatorio dell’ambulante in perfetto stile Simenon (e le prove si chiudono a tenaglia su di lui). Suicidio, caso chiuso. Chiuso? Matthäi vede i bambini all’aeroporto… Visita allo psichiatra, che vuole capire lui, mentre lui vuole capire l’assasino dal disegno della bambina. Matthäi parla con i ragazzi che pescano: impara come tendere la sua trappola. Ha logica e ragione, l’assassino deve passare di lì! E ci passa! La trappola sta per scattare, ma l’assassino non torna: crolla anche la trappola di Matthäi. Parentesi quadra del narratore secondo, che giustifica le scene ricostruite da romanziere: anche questo destruttura la trama: esiste la realtà o solo racconti della realtà? A cena nel ristorante, il capo smonta e ironizza su tutti i possibili finali romanzeschi: un finale esiste ed è squallido e meschino, non valido per alcun romanzo, eppure è ciò che chiude il romanzo! Allucinante racconto della morente signora Schrotto, che sposa il giovane autista e giardiniere ritardato; poi scopre che Uccio… ma per non far godere la sorella, non rivela nulla. Quando il capo racconta tutto a Matthäi, è troppo tardi, non c’è più niente da fare. “E ora, mio caro signore, cominci pure a raccontare questa storia come vuole. Emma, il conto” |

